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ARCHIVIO
DI ERNESTO E ANNA MARIA CODIGNOLA
L'archivio
di Ernesto
e Anna
Maria Codignola è indubbiamente un fondo documentario
di grande interesse che offre un importante spaccato del panorama
culturale italiano della prima metà del Novecento. Ernesto
Codignola infatti oltre che pedagogista fu intellettuale legato
al mondo della politica e dell'editoria.
Tra le molte tematiche che attraversano queste carte se ne segnalano
alcune: lo svolgersi della cultura liberale ed idealista negli anni
tra le due guerre, che si lega e si intreccia con la storia di due
grandi case editrici fiorentine quali Vallecchi e La Nuova Italia;
gli studi sul Giansenismo; l'attenzione al movimento dell'educazione
attiva che ebbe nella Firenze del secondo dopoguerra uno dei suoi
maggiori centri propulsori ed in Ernesto Codignola uno dei suoi
animatori più rappresentativi ed originali.
L'archivio nel suo complesso ha ricevuto la prima ripartizione proprio
dai coniugi Codignola, che conoscevano bene l'importanza di queste
carte, ancora oggi riconosciuta. Del suo ordinamento, secondo un
criterio più sistematico, si è occupato negli anni
ottanta Riccardo Gori, il cui lavoro, condotto mediante la registrazione
su schede cartace, ha portato alla pubblicazione di un inventario
parziale dell'Epistolario,
indicato attualmente come la Sezione A (L'Epistolario di Ernesto
Codignola conservato presso il Centro di Studi pedagogici "Ernesto
e Anna Maria Codignola" di Firenze, catalogo a cura di R. Gori,
Firenze, Giunta Regionale Toscana & La Nuova Italia Editrice,
1987). L'ampia parte rimanente dell'archivio, indicata come la Sezione
B, è stata inventariata e catalogata con procedimento informatico.
Il lavoro di riordino, inventariazione e catalogazione dell'Archivio
è stato effettuato con la supervisione della Sovrintendenza
Archivistica della Toscana.
La parte più consistente dell'Archivio è senza dubbio
quella degli Epistolari di Ernesto ed Anna Maria in cui figurano
i nomi di intellettuali quali Benedetto Croce, Giovanni Gentile,
Adolfo Omodeo, Luigi Russo, Natalino Sapegno, l'editore Vallecchi;
con i più importanti pedagogisti italiani ed esteri; con
un numero notevole di allievi ed insegnanti.
Accanto a questi importanti carteggi è la sezione dei Documenti
dove sono raccolte carte relative alle numerose e diversificate
attività di Codignola: dalla riforma Gentile alla gestione
dell'Ente Nazionale di Cultura, dalla docenza presso il Magistero
di Firenze ai rapporti internazionali con organizzazioni pedagogiche
ed istituti culturali, nonché tutti i materiali di studio
sulla storia del Giansenismo e su Aristide Gabelli.
Si conserva inoltre una cospicua serie dei Manoscritti, materiale
di carattere saggistico e letterario sottoposto a Codignola in qualità
di direttore di riviste e di editore.
L'archivio si completa infine con il fondo denominato Scuola-Città
Pestalozzi in cui sono raccolte lettere e documenti relativi
alla fondazione della Scuola e alla sua gestione fino al 1958, anno
in cui Codignola ne lasciò la direzione per essere sostituito
da Raffaele Laporta. Il fondo, già riordinato nella seconda
metà degli anni ottanta a cura di Francesca Capetta, è
stato adesso schedato elettronicamente.
A fianco della documentazione più propriamente archivistica
si trovano una collezione di Fotografie e una ricca raccolta di
ritagli stampa non ordinati, materiale di cui al momento è
possibile dare soltanto una descrizione molto sommaria.
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